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La felicità: utopia o realtà?

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E’ impressionante quante energie impieghiamo quotidianamente in questa incessante ricerca della felicità. Un’ossessione che si trasforma in infelicità, insoddisfazione, tristezza. La necessità di essere perfetti nel corpo, nella mente, nella carriera.

Basti pensare alla moltitudine di libri sfornati ogni giorno da quest’industria che vuole insegnarci a vivere, ad essere felici, ad essere apprezzati.

La parola felicità: una delle più cliccate sul web.

McDonald’s con l’happy meal, Mulino Bianco e Barilla con le loro famiglie maledettamente ed utopisticamente felici. Tutti a gara per essere felici, io per prima. Questa gara stressa: a tal punto sovrastati dalla necessità di eccellere in ogni settore da scordarci di vivere davvero. Le preoccupazioni per il futuro, per il lavoro, per i soldi.

La felicità è un’utopia, la delusione per l’insuccesso diventa frustrazione e poi ansia e depressione.

Eppure la perfezione non ha nulla di attraente: annoia e fa male. Vogliamo apparire felici per essere apprezzati, ammirati, invidiati? E cosa otteniamo?

Ancora più infelicità, solitudine, insicurezza.

Accettiamo la nostra imperfezione, accettiamo la vita nella sua imprevedibilità, nei suoi lati positivi e negativi, soprattutto in quelli negativi, che ci fanno assaporare ancor di più le gioie, i successi, le piccole cose.

Come tutte le ossessioni anche quella per la felicità non può che distoglierti dalla realtà, sconnetterti dal mondo, e dagli altri, facendoti sentire soltanto più solo.

#balance #positivevibes #smilemore & #worryless

 

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